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IL TEATRO NELLE SCUOLE

DEDICATO ALLE SCUOLE ELEMENTARI età 9/10 anni

Anno scolastico 2022/2023

Il teatro come strumento educativo

Il linguaggio del teatro è interdisciplinare in quanto contiene in sé il gesto, il movimento, il suono, la parola, l’immagine e il segno. Esso può essere utilizzato come strumento di conoscenza, di sperimentazione soggettiva e collettiva poiché è veicolo di esperienza emotiva, creazione artistica e ha in sé la possibilità di rielaborare il mondo attraverso l’esperienza dell’arte. 

Il teatro ha quindi uno scopo educativo di formazione umana e d’orientamento: esprimendo la propria individualità e scoprendo la propria potenzialità. L’attività creativa teatrale tiene conto delle ragioni e delle emozioni dei ragazzi instaurando una dialettica di confronto e di crescita che, attraverso il corpo, le emozioni, il pensiero creativo e fantastico, coinvolge la loro globalità psicofisica. 

Obbiettivo dell’educazione al movimento è far giungere l’allievo ad una consapevolezza corporea ed espressiva che lo porterà alla scoperta del proprio essere. A tal fine sarà importante lavorare sui principi fondamentali della dinamica, sulla consapevolezza corporea, sulla musicalità, sul senso del ritmo e sullo studio dello spazio. 

In ambito educativo lo strumento teatrale non scinde gli aspetti cognitivi da quelli emotivi ma li mantiene in una visione di insieme rendendo l’esperienza dell’apprendimento completa e stimolante, non serve solo per comunicare idee, è un modo di avere idee, per creare idee, per fare esperienze e modellare la nostra conoscenza in forme nuove.

La creatività è un aspetto potenziale della personalità che ognuno possiede fin dalla nascita: la sua realizzazione dipende in gran parte dall’opportunità che l’ambiente offre all’individuo.L’improvvisazione, ad esempio, è un potente strumento creativo e viene utilizzato soprattutto per entrare in relazione con gli altri. L’educazione quindi si pone il fine sia di favorire lo sviluppo autonomo della personalità in tutte le sue sfaccettature e particolarità, sia di insegnare a socializzare ed entrare in empatia con gli altri, senza il timore del giudizio. 

I benefici della pratica teatrale sul bambino

Fare teatro è un’attività divertente, stimolante e appassionante che fa bene ad ogni età. L’arte teatrale dà modo ad ognuno di esprimere la propria creatività, ma non si tratta di un’esperienza meramente ludica. Il teatro fa scoprire ed emergere la propria personalità potendo esprimerla al meglio senza porsi auto-limitazioni, e questo permette all’individuo di affrontare con maggior sicurezza la vita, aiuta a comprendere la realtà sociale e lo sostiene nel lavoro di crescita personale. 

Il teatro stimola anche i più piccoli ad esplorare nuove modalità di espressione e ad entrare in sintonia con la propria e l’altrui sensibilità e creatività. Inoltre, una caratteristica fondamentale del lavoro teatrale è il fatto di essere un’attività che si svolge in gruppo. Il gruppo è fondamentale per imparare ad ascoltare e rispettare gli altri; è un vero e proprio contenitore protetto in cui si possono lasciare fluire le emozioni, sempre attraverso il gioco e il divertimento.

Per i bambini ovviamente il teatro è un universo un po’ magico, proprio per questo lo amano particolarmente. Infatti recitare ha ripercussioni estremamente positive sulla crescita del bambino: recitare è divertirsi, soprattutto per i più piccoli che accolgono in primis il lato ludico del teatro. 

Non sono pochi i docenti e gli esperti in psicomotricità che consigliano corsi di teatro ai bambini affetti, per esempio, da dislessia. O, ancora, il teatro può diventare una vera e propria psicoterapia (teatro-terapia), in grado di rivelare se vi siano o meno dinamiche da correggere in alcune relazioni, per esempio all’interno dell’ambiente scolastico, in famiglia o con gli amici. Fare teatro aiuta i bimbi più introversi e timidi, accresce l’autostima, affina il senso estetico e migliora persino la percezione dello spazio. 

Vediamo qui di seguito tutti i benefici del teatro per lo sviluppo psico-fisico dei bambini:

  • Imparare a gestire le emozioni: L’aspetto emozionale del teatro è importantissimo e da non sottovalutare. Recitare, muoversi su un palcoscenico, interagire con i coetanei e con il pubblico aiuta i bambini a gestire diversi tipi di emozioni che si ritroveranno ad affrontare in qualsiasi momento della propria vita. L’agitazione, la paura, l’attesa, l’impazienza e la soddisfazione sono tutte sensazioni che ogni essere umano prova, quindi imparare a gestire l’affiorare di queste sensazioni fin dalla più tenera età, darà vita un domani ad un adulto più sicuro di sé. Non ricordare una battuta durante uno spettacolo, per esempio, obbliga il bambino a mettersi in gioco, provando paura ma cercando subito una soluzione. Lo sviluppo dell’intelligenza emotiva fin da piccoli è importantissima e un palcoscenico può essere il posto ideale per apprendere i propri stati d’animo e per imparare a riconoscerli negli altri.
  • Accrescere l’autostima: Per un bambino imparare a memoria la propria parte, interpretare un personaggio ricordandone i gesti e i movimenti, salire sul palco ed affrontare un pubblico è davvero importante, perché per lui è la prova evidente che può affrontare il mondo senza avere paura del giudizio degli altri. Per i bimbi più introversi, il teatro è utile per imparare a lasciarsi andare e ciò avviene anche grazie alla valorizzazione delle proprie proposte creative da parte del gruppo, nel quale ognuno può ritagliarsi un suo spazio, unico e fondamentale. Il teatro è quindi terapeutico soprattutto per quei bambini timidi che si sentono estremamente insicuri e per quelli che hanno problemi legati al linguaggio. L’arte teatrale rende indipendenti perché sviluppa la propria individualità, aiutando il bambino a percepirsi come unico e pertanto speciale. 
  • Forgiare il carattere: Fare teatro forgia il carattere, lascia memorie attive nel corpo, permette di evolvere a livello corporeo con gradualità e trasformare sé stessi dall’interno. Si tratta di vera e propria alchimia, un processo in cui il bambino viene messo a contatto con le proprie doti e sviluppa familiarità con le proprie caratteristiche innate.
  • Socializzare e imparare a stare con gli altri: Il teatro è un luogo di condivisione e di forte spirito di squadra. È un’esperienza collettiva, corale e che funziona quando i giovani attori si fidano l’uno dell’altro e si impegnano per un obiettivo comune. L’interazione con gli altri attraverso lo scambio di battute e l’impersonificazione di ruoli immaginari facilita un processo di scambio, fiducia e condivisione che nella realtà è, di norma, più lungo e complesso. Si apprendono movimenti e battute, ci si scambiano impressioni, esiste un dialogo da imparare e portare in scena. I bambini, recitando, apprendono le dinamiche relazionali, socializzano e imparano a condividere, sia a livello pratico, sia da un punto di vista prettamente emotivo. Un laboratorio di recitazione, specie per i piccoli più insicuri, è un vero e proprio stimolo alla socializzazione. Recitare su un palco significa, infatti, condividere quello spazio con altri compagni durante la rappresentazione. Condividere le proprie emozioni e impressioni con gli altri bambini, è un ottimo modo per insegnare al bambino ad essere più aperto nei confronti degli altri e a rispettarne l’individualità. Imparerà così anche il senso di responsabilità nei confronti di sé stesso e dei compagni e quindi ad impegnarsi nello studio della parte e concentrarsi durante le prove e lo spettacolo. La buona riuscita di quest’ultimo infatti è frutto del lavoro di tutti e se qualcuno sbaglia o dimentica qualcosa, saranno gli altri a soccorrerlo. Allo stesso modo, questo fa crescere un senso di responsabilità nel bambino che vorrà dare il meglio anche per gli altri.
  • Scoprire il proprio corpo: Non solo parola, il teatro è anche (e soprattutto) espressione corporea, e questo tipo di dimensione è assolutamente fondamentale per crescere bene. Attraverso il proprio corpo, e l’esercizio delle sue potenzialità, si possono esprimere emozioni e stati d’animo, “buttare fuori” pesi e preoccupazioni non verbalizzate e silenti. Non è un caso che molti psicologi consiglino questo percorso ai bambini e preadolescenti vittime di bullismo che possono con questo linguaggio raccontare verità e fatti dolorosi da esprimere con le parole. Proprio come l’arte e il disegno, l’espressione corporea dona al bambino un canale in più per liberarsi da ansie e paure. Inoltre, il teatro ha il potere di riuscire a canalizzare le proprie energie, cosa molto utile per i tanti bambini che hanno qualche tratto di iperattività o che, comunque, conducono una vita troppo piena di stimoli o, al contrario, troppo povera di occasioni di svago.
  • Migliora il senso estetico e la percezione dello spazio: Nei laboratori teatrali spesso ai piccoli viene chiesto di occuparsi anche del lato artistico dello spettacolo. Propongono quindi idee, contribuiscono a realizzare la scenografia, il trucco e il costume di scena del proprio personaggio. Occuparsi anche di questa parte della messinscena, oltre ad aumentare il loro coinvolgimento e socializzazione, sviluppa enormemente il senso estetico e creativo presente in ogni bambino. Molto spesso, quando si fa teatro, si lavora con le mani e si costruiscono gli oggetti di scena. Ci si sporca le mani con la colla, la carta, i colori. Si maneggiano pennelli, si impastano materiali morbidi, si lega, allaccia, taglia, costruisce. Queste attività diventano vere e proprie occasioni per sviluppare creatività e manualità. Allestire una scenografia, rispettarne le parti, fare attenzione ai tempi è importante per la percezione e la gestione dello spazio. 
  • Arricchisce il linguaggio: Recitare, oltre ad allenare la memoria, arricchisce il vocabolario dei bambini, migliorandone sensibilmente il linguaggio sia nel contenuto, sia nella forma. Recitare significa anche dover leggere un copione, imparare a memoria la propria parte, affrontare i dialoghi con i compagni sul palco e poi col pubblico. Tutto ciò da grandi benefici dal momento che recitare stimola i bambini a leggere, contribuendo così all’arricchimento del vocabolario e agevola così l’apprendimento delle materie scolastiche di base. Inoltre, i corsi di recitazione possono essere un valido aiuto anche per il superamento di problemi legati al linguaggio, come balbuzie e dislessia.

In sintesi

Il teatro e le sue storie raccontano il fantastico, il possibile, il verosimile, ma soprattutto raccontano a noi di noi stessi. E lo fanno usando il linguaggio universale delle emozioni, per questo è importante per i grandi e specialmente per i più piccoli andare a teatro, perché andare a vedere uno spettacolo o una favola li aiuta a familiarizzare con emozioni e concetti difficili da comprendere con le parole. 

Far frequentare un corso di teatro ai bambini o accompagnarli a vedere gli spettacoli teatrali è molto importante per la loro crescita, oltre che divertente. È un’opportunità per passare del tempo di qualità tra genitori e figli, dal momento che in alcuni laboratori sono coinvolti sia grandi che piccini. 

Non è mai troppo presto per intraprendere un corso di teatro, in genere si inizia nei primi anni della scuola elementare. L’arte teatrale stimola infatti la fantasia dei bambini, la loro creatività, li apre alla diversità, imparano a collaborare, allenano la capacità di osservazione e migliorano la percezione del loro corpo nello spazio. 

Cosa più importante però è la forte e indispensabile componente emotiva che pervade il teatro. Questo è il luogo dove tutti i bambini possono esprimere sé stessi senza limiti e paure, è il luogo in cui si cresce e si scopre la propria personalità, infine, è il laboratorio ideale in cui esercitarsi a riconoscere le emozioni degli altri e anche le proprie, sviluppando poi quella capacità di empatia fondamentale nella crescita di ogni essere umano. Si tratta di una vera e propria sperimentazione di teatro pedagogico, con funzioni educative e socializzanti. 

Crescendo con il teatro i ragazzi si troveranno a sperimentare nuove situazioni e a mettersi in gioco sempre in maniera diversa. Col passare degli anni è previsto tutto un lavoro sul corpo e sull’impostazione della voce, acquisizioni che saranno fondamentali poi anche in altri ambiti della vita, come le occasioni in cui dovranno parlare in pubblico. 

Frequentando un corso di teatro poi i giovani imparano anche ad ascoltare le opinioni degli altri, a rispettarle e a rielaborare le loro convinzioni in maniera critica, altra capacità fondamentale. Non solo praticare l’arte teatrale ma anche andare a vedere un’opera a teatro è importante per il completamento del percorso che si sta svolgendo e per la crescita personale. Secondo uno studio dell’Università dell’Arkansas, gli studenti che vanno a teatro a vedere un’opera comprendono meglio la trama, arricchiscono il vocabolario, aumentano la tolleranza e la capacità di comprendere le emozioni degli altri rispetto a quelli che leggono o vedono la rappresentazione cinematografica della stessa opera.

In conclusione

La pratica del teatro è un’attività formativa fondamentale poiché tende a educare gli alunni alla comunicazione, alla socializzazione e all’apprendimento delle nozioni riguardanti l’ambito artistico. Essa merita di essere considerata un momento didattico importantissimo, multimediale, polivalente. 

L’impegno degli alunni, essendo interessati in prima persona, è assiduo e costante durante tutte le attività di memorizzazione ed interpretazione. L’intelletto viene sollecitato ad adattarsi alla situazione verosimile o fantastica richiesta; la psicomotricità viene interessata dalla mimica o dalle azioni attinenti alla scena da rappresentare. Si sviluppano inoltre il senso critico, la capacità di distinguere il bello dal brutto, il bene dal male, i valori dai disvalori. La recita, inoltre, ha un enorme effetto benefico sulla timidezza e sull’inibizione.

Una forte presenza del teatro nell’istituzione educativa e assicura un ulteriore sviluppo del legame tra il teatro e un’educazione sempre più attenta alla formazione della persona umana, soggetto responsabile che vive in una società caratterizzata da una intensificata comunicazione mediale. 

Non si tratta di creare un’altra disciplina scolastica, ma piuttosto di promuovere un nuovo ambiente di studio, favorevole alla natura creativa, curiosa e spontanea del ragazzo, che lo aiuti a manifestare la sua natura e a crescere umanamente.

L’attività teatrale all’interno della scuola non dovrà essere considerata come una “disciplina” fine a sé stessa, ma si muoveranno in direzione di uno sfruttamento interdisciplinare delle potenzialità che il teatro attiva. Tratteranno, quindi, l’educazione teatrale come una materia “aperta” che si collega alle altre discipline di studio che fornisce i mezzi insostituibili per il raggiungimento di buoni livelli di espressività e comunicazione.

PERCHÈ “IL MAGO DI OZ”?

TRAMA

Dorothy è un’orfanella che vive con gli zii in una fattoria del Kansas. Un giorno, travolta da un ciclone che la solleva insieme alla sua casa, Dorothy viene trasportata nello splendido e magico Regno di Oz. La casa, atterrando, schiaccia la strega malvagia dell’Est. Nel paese di Oz, infatti, esistono quattro streghe: due buone, quella del Nord e del Sud; e due cattive, quella dell’Est e dell’Ovest. L’unica speranza della bambina di tornare a casa, è l’aiuto del mago di Oz in persona, che nessuno ha mai visto direttamente. Per raggiungere la Città di Smeraldo, dove Oz vive nascosto nel suo palazzo, deve seguire una strada di mattoncini gialli che attraversa territori sconosciuti e pieni di insidie. Durante il suo cammino incontra tre compagni: uno Spaventapasseri che vorrebbe avere un cervello, un uomo di Latta che vorrebbe avere un cuore, e un Leone codardo che vorrebbe essere più coraggioso, che la accompagnano nel viaggio. Superando tutti gli ostacoli lungo la strada, i quattro compagni, alla fine, giungono al cospetto di Oz e scoprono una verità che mai si sarebbero aspettati. 

PUNTI FONDAMENTALI DELLA STORIA

Vedremo qui di seguito i motivi per cui la storia de “Il mago di Oz” è particolarmente adatta ai bambini:

  • Narrazione lineare;
  • Scrittura semplice;
  • Periodi brevi;
  • Dialoghi facili;
  • Psicologia dei personaggi: in tutti i personaggi si nasconde una morale;
  • Contrapposizione buoni e cattivi: le due streghe buone a Nord e a Sud, quelle cattive a Est e Ovest. 

Vediamo ora più in dettaglio la psicologia dei personaggi 

Si tratta di una storia in cui la protagonista deve fare un viaggio insieme ad altri personaggi e deve superare degli ostacoli. Questi personaggi potrebbero anche rappresentare degli aspetti del proprio carattere e gli ostacoli le avversità della vita. 

  • Lo Spaventapasseri, che tanto si dispera perché non ha il cervello e non può, quindi, essere intelligente, dimostra invece da subito di avere la personalità più giudiziosa di tutti. Nella vita, potrebbe rappresentare la leggerezza di pensiero e d’azione.
  • L’uomo di Latta, che rimpiange di non avere più un cuore con cui poter amare, dimostra di avere una grande sensibilità e bontà d’animo. Egli rappresenta l’incapacità di amare, di avere passioni e interessi.
  • Il Leone, invece, convinto di essere fifone e codardo, è in realtà solamente intimorito dalla paura stessa, ma alla fine, avrà il coraggio di affrontare di petto le sue paure. Egli potrebbe rappresentare l’incapacità dell’uomo di saper cogliere a proprio favore le situazioni, di “rischiare” trasformando i pensieri in azioni, l’incapacità di cogliere la vita come una occasione da non perdere.

Nel corso della narrazione, lo Spaventapasseri e l’uomo di Latta, ci mettono di fronte a un interrogativo: è preferibile essere intelligenti o avere buon cuore?

Per lo Spaventapasseri l’intelligenza è la cosa più importante a questo mondo, e niente può eguagliarla; mentre per l’uomo di Latta, che quando era umano li aveva avuti entrambi, ritiene che sia preferibile avere un cuore, perché «l’intelligenza non rende una persona felice, e la felicità è la cosa più bella del mondo». 

Questo porta ad una riflessione non da poco, che ha a che vedere con i grandi dilemmi della vita: l’intelligenza è senz’altro fondamentale, ma spesso ha il risultato di allontanarci dalle cose semplici, dal piacere di amare il prossimo e godere di ciò che si ha. 

In ogni caso, l’autore non ci dà una scelta tra le due cose, limitandosi a rappresentare gli elementi positivi di cervello e cuore attraverso il parere opposto dello Spaventapasseri e dell’uomo di Latta, lasciando che sia il bambino a interiorizzare la questione e a rifletterci meglio, magari quando sarà più grande. Perché, come si sa, il bambino magari non riflette direttamente sui messaggi che i libri gli offrono, ma è certo che interiorizzi i concetti in maniera inconsapevole, e ciò lo aiuta a formare il suo carattere e influisce sulla sua vita futura. Per questo è importante insegnare ai bambini a leggere e spingerli alla lettura fin dalla più tenera età.

Quindi la morale che Il mago di Oz insegna ai bambini è che l’importante è credere in sé stessi, e già semplicemente desiderando di essere una cosa, si diventa ciò che si vuole: lo Spaventapasseri desidera un cervello e così diventa giudizioso; l’uomo di Latta vorrebbe avere un cuore e dimostra di essere pronto a sacrificarsi per gli altri; il Leone, quando crede che Oz gli abbia fatto bere il coraggio diventa improvvisamente coraggioso, semplicemente perché pensa di esserlo.

IL LABORATORIO TEATRALE 

Anno scolastico 2022/2023

Il “Laboratorio Teatrale” è quindi un importantissimo momento di fusione fra la teoria e la pratica, tra “scuola del sapere” e “scuola del fare”, fra ideazione e progettazione da un lato ed esecuzione e realizzazione dall’altro.

L’obiettivo che ci si pone è quello di far sì che i ragazzi non “sappiano” semplicemente ma “facciano”: leggere correttamente un testo è importante, ma lo è sicuramente di più saper attivare, nella sua enunciazione, dei processi interpretativi sull’uso delle pause e dell’intonazione.

Il “Laboratorio Teatrale” è quindi, per noi, un momento dominante e caratterizzante di produzione culturale, nell’ambito di un processo di apprendimento centrato sulla metodologia della ricerca e costruito su precisi itinerari didattici.

È, in questo senso, strettamente legato al resto dell’attività didattica, sia che lo si voglia introdurre come modalità operativa a partire dalla singola classe (Psicomotricità/Teatro), sia che lo si voglia impostare come punto di riferimento metodologico e produttivo per l’intero plesso (Teatroforum/Videoregistrazione).

Il “Laboratorio Teatrale” è un luogo in cui si creano progetti che giungono ad un prodotto concreto, tangibile per l’alunno, per l’insegnante, per la classe, per le altre classi e che possono anche entrare nel circuito sociale.

L’opera scelta per questo progetto è un adattamento del famoso testo di Baum, “Il mago di Oz”. 

Il progetto, già realizzato presso la scuola elementare Soglian, prevede un corso di recitazione, dizione e canto per bambini di 10 anni, col fine di mettere in scena l’opera teatrale. 

Fase organizzativa 

  • Massimo 20 bambini;
  • Un incontro a settimana della durata di tre ore;
  • 25 incontri di tre ore;
  • Proposta costo del laboratorio:
  • 25 incontri più saggio finale;
  • 75 ore più rappresentazione finale; 
  • 4800 euro totali iva inclusa (da dividere tra i partecipanti).
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